Good Waves 2014

[Il disco e la musica raccontano 130 anni di storia contemporanea]

Museo del disco d'epoca

{ Immagine del compositore J.S. Bach

Breve storia della registrazione sonora

La storia della registrazione del suono parte all’incirca dal 1857 quando [en]Eduard-Leon Scott ideò un apparecchio, il fonoautografo, in grado di trascrivere graficamente le onde sonore su un mezzo visibile, ma non era in grado di riprodurre il suono registrato. L'apparecchio era costituito da un corno che catturava e confluiva il suono su una membrana alla quale era fissata una setola di maiale. Inizialmente la setola “incideva” il suo tracciato su un vetro annerito col fumo, successivamente fu impiegato un foglio di carta annerito fissato su un cilindro. Nella sua concezione il fonoautografo risulta simile al fonografo realizzato e brevettato da Thomas Alva Edison nel 1877. Edison pensava di aver creato un utilie macchina da ufficio, infatti la prima applicazione che trovò per il suo fonografo fu la registrazione di accordi commerciali. Nacque così il "Dictaphone", marchio registrato dalla Columbia Graphophone nel 1907. In anticipo di qualche mese su Edison, il francese Charles Cros teorizzò a sua volta la possibilità di imprimere un suono su un supporto meccanico per poi riprodurlo, idea che non riuscì mai a concretizzare per motivi economici. Dopo pochi anni di commercializzazione del fonografo, grazie a [en]Emile Berliner iniziò l’evoluzione che portò il cilindro a diventare disco, che fu introdotto nel mercato nel 1892 insieme all’apparecchio in grado di riprodurlo, il grammofono. Cilindro e disco convissero insieme fino al 1929 quando vista la superiorità di diffusione del disco, Edison cessò la produzione dei cilindri. I dischi di Berliner furono gli antenati dei dischi in vinile a 78, 45 e 33 giri, e le altre tipologie in uso nel XX secolo.
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Il museo

Nel valutare le invenzioni dell’ultimo secolo, dobbiamo dare un grande risalto alla registrazione sonora. Prova ne sia che i sofisticati sistemi informatici hanno alla base la registrazione di un segnale. I disci da grammofono, conosciuti come 78 giri o dischi in gommalacca, spesso gettati via dopo l’invenzione del microsolco, sono oggi diventati oggetti da collezione di grande richiesta.

…Maria aveva un agnellino, il mantello era bianco come la neve e dovunque Maria andasse l’agnellino non mancava di andare…

Questa popolare filastrocca americana, fu “gridata” ([en]Ascolta) da Thomas Alva Edison nel tubo collegato al primo rudimentale fonografo, e con enorme sorpresa dello stesso inventore, riuscì ad essere riprodotto molto chiaramente. La prima volta che Edison riuscì a registrare il suono, fu nel 6 dicembre del 1877. Fu la prima volta in assoluto che una macchina incidesse e riproducesse “fedelmente” la voce umana ovvero un segnale, leggendo i solchi incisi su di un cilindro di materiale ceroso (in verità la prima incisione della storia la si deve al succitato Scott ben 17 anni prima di Edison Fonte). Da quell’empirico primo cilindro all’ultima registrazione laser, come puo essere un cd odierno, il processo evolutivo lo si può solo immaginare e non si può certo avere la pretesa che le pagine di un libro, o quant’altro, possano svelare l’innumerevole serie di modifiche e perfezionamenti avvenuti in più di 130 anni, in quanto molto degli stessi, sono rilevabili solo visibilmente.

Beatles o Caruso? Non ha importanza. L'importante è che il disco in questo museo parli di se stesso.

Immagine del cantante Elvis }
Tanto si è voluto nel dar vita a tale iniziativa culturale; documentare al visitatore l’evoluzione della registrazione sonora, come inizio il cilindro in cera e per non arrivare mai, in quanto il museo è sempre pronto ad aggironarsi per quanto riguarda le novità tecnologiche. In questo percorso vengono evidenziate le diverse particolarità del disco nei suoi 130 anni di vita.